venerdì 30 gennaio 2015

STORIA DI UN'AMICIZIA. LO STRUDEL DI MELE DI ALE P.

Ti chiamerò Ale P., per rispettare il tuo anonimato.
Ma, per me, sarai sempre "la Ale": amica da sempre, anche se non ci vediamo né ci sentiamo mai.

Eravamo a cavallo tra l'adolescenza e l'età adulta, quando abbiamo incominciato a frequentarci.
Ricordi?

Per qualche giorno sono stata al mare con voi.
Dormivamo nella stessa camera e passavamo le nottate a raccontarci le nostre esperienze amorose.
Facevamo da mangiare tutti insieme, e tuo papà diceva che io tritavo il prezzemolo "come non avessi mai fatto altro nella vita" (era forse destino che sarei diventata una food blogger?).
C'era la nonna Amelia che, anzianissima e scassata, interferiva in tutte le nostre azioni.
E noi, troppo giovani, ancora non capivamo che avremmo dovuto avere molta più pazienza, con lei.

Tutti insieme - con le rispettive famiglie, intendo - abbiamo fatto un viaggio in Israele che rimarrà negli annali del gruppo De Rossi.
Quanto ci siamo divertiti!
Da qualche parte, ci deve essere ancora (e mi vergogno a dirlo) quell'etichetta che abbiamo scucito dalla coperta dell'hotel. Come se avessimo avuto bisogno proprio di quel souvenir...
Ricordo il vento di Gerico, tanto forte da sembrare quasi solido.
Il bagno "urticante" nel mar Morto.
Il caldo e l'emozione durante la visita a Masada.
I tramonti sul mare, e tu che dicevi "voglio riempirmi gli occhi".

In seguito, abbiamo organizzato alcune riunioni, tra le nostre famiglie: a casa vostra, o in taverna dai miei.
Siete sempre state delle donne di casa impeccabili, tua madre, tua sorella e tu.
Avevi preparato dei dolci semplicissimi e stupendi. Di cui ti ho chiesto le ricette.
Me le hai scritte su mezzo foglio protocollo a righe, con la tua grafia ordinatissima e chiara da maestra.

Poi ti sei trasferita.
Ci siamo viste sempre meno e, a poco a poco, abbiamo smesso anche di sentirci.
Ma non di considerarci amiche.

Oggi, le tue ricette sono ancora nel mio quadernone.
Ho deciso di rifare il tuo strudel, sicuramente il migliore che io abbia mai assaggiato.
Mentre il dolce cuoce, e io scrivo questo post, penso proprio che sia un peccato che la vita allontani, loro malgrado, persone che continuano a volersi bene.
E faccio finta di essere nella cucina di Jesolo a tritare prezzemolo.
Con te.
Con i tuoi.
E con la nonna Amelia.

5 febbraio 2015: Dopo aver letto questo post, oggi la Ale mi ha telefonato. E' stato il regalo più bello che potesse farmi.

"LO STRUDEL DI ALE P"
(Ale, perdonami le modifiche!)

CHE COSA SERVE?

- 50 g di UVETTA SULTANINA
- 4 MELE RENETTE
- 50 g di MANDORLE sbucciate
- 4 FICHI SECCHI morbidi
- 50 g di ZUCCHERO
- BUCCIA grattugiata di un LIMONE
- 2-3 cucchiai di RUM
- 2 cucchiai d'ACQUA
- 1 pizzico di CANNELLA in polvere
- 25 g di PINOLI
- 1 confezione di PASTA SFOGLIA fresca rettangolare (io ho usato la Buitoni)
- 1 cucchiaio di LATTE
- ZUCCHERO a VELO


COME FACCIO?

1. METTO in ammollo l'UVETTA SULTANINA in poca acqua tiepida.

2. SBUCCIO le MELE e le taglio a pezzetti.

3. TAGLIO a pezzi piuttosto grossi le MANDORLE.

4. DIVIDO i FICHI in piccoli pezzi.

5. IN UNA CASSERUOLA piuttosto grande, unisco l'UVETTA, le MELE, le MANDORLE, i FICHI, lo ZUCCHERO, la BUCCIA grattugiata del LIMONE, il RUM, l'ACQUA, la CANNELLA. CUOCIO a fuoco medio-basso per circa 8 minuti coperto e altri 8 minuti scoperto per far evaporare il liquido formatosi (le mele non devono rompersi, il composto deve risultare abbastanza asciutto; qualora fosse troppo liquido, lo  scolo e faccio evaporare ancora un po').

6. AGGIUNGO al ripieno i PINOLI interi e mescolo delicatamente.

7. FACCIO RAFFREDDARE.

8. PRERISCALDO il FORNO (ventilato) a 180°C.

9. DISTRIBUISCO il ripieno, ormai raffreddato, sulla PASTA SFOGLIA.

10. CHIUDO il bordo e le due estremità, eventualmente aiutandomi con un cucchiaio d'acqua. Aiutandomi con la carta forno, faccio ROTOLARE lo strudel in modo che la "giuntura" rimanga nascosta. Pratico sulla superficie superiore dei PICCOLI FORI per far uscire il vapore.

11. SPENNELLO lo strudel con il LATTE.

12. INFORNO e CUOCIO per 45-50 minuti.

13. LO SERVO TIEPIDO, spolverizzato di ZUCCHERO a VELO.


SODDISFAZIONE *****
PAZIENZA ***

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sabato 24 gennaio 2015

UN'ESPERIENZA EMOZIONANTE: LA VOSTRA BLOGGER A PAGINA 30 DE "LA CUCINA ITALIANA" DI FEBBRAIO!!!



RAGAZZI, VI DEVO DARE UNA NOTIZIA SENSAZIONALE!!!

Il 28 novembre scorso - un venerdì - sono stata invitata da "LA CUCINA ITALIANA" a preparare la mia TORTA TIGRATA ALLE MANDORLE nella loro sede di Milano!

Scusate se non vi ho detto nulla prima, ma non volevo guastarvi la sorpresa...

Da questo incontro è nato un bellissimo ARTICOLO DI LAURA FORTI: lo trovate alle PAGINE 30 e 31 del numero di febbraio, da ieri nelle edicole.

Il mio dolce e io siamo stati splendidamente fotografati da Riccardo Lettieri.
Beatrice Prada ha curato lo styling.
Joelle Nederlants (con lo zelantissimo Cesare) mi ha coccolata e aiutata. 

Appena tornata a casa, ho buttato giù, di getto, il diario di quella emozionante giornata.
Lo condivido con voi. 
Così, sarà come avervi avuti tutti con me ai fornelli de "LA CUCINA ITALIANA".

RINGRAZIO DI CUORE GLI AMICI DELLA REDAZIONE PER LA LORO SQUISITA OSPITALITA'.

Ecco il video della giornata (vi consiglio di non ingrandirlo troppo, perché la qualità delle immagini non è ottimale):
video
  
Ed ecco il resoconto:

"Brava, Valeria! Hai fatto di nuovo una cavolata, come quando andavi a vedere gli esami degli altri, prima dell’appello”.
Questo mi sto dicendo, scendendo dal treno, alla Stazione Centrale di Milano.

In realtà, non è un esame, quello che mi attende.
E’ molto ma molto peggio: si tratta di un’“intervista”.
Alla sottoscritta.
Che, in contemporanea, preparerà una torta.
Il tutto per “La Cucina Italiana”, storica rivista di gastronomia a diffusione planetaria.
Mica bruscolini, insomma.

Durante il viaggio, come dicevo all'inizio, ho avuto una pessima idea: quella di leggere attentamente il numero di dicembre.
Con conseguente dubbio angosciante: “Ma che ci sto a fare, io, qui?"
Mi sento come se dovessi affrontare un confronto estetico con Angelina Jolie, o atletico con Federica Pellegrini, o se pretendessi di essere corteggiata da George Clooney.

Salgo su un taxi, arrivo in un rumorosissimo bistrot di Viale Abruzzi - angolo via Gran Sasso.
Qui, davanti al mio iPad e a una tazza di tè, aspetto Laura Forti, la giornalista redattrice che mi accompagnerà in questa avventura.

Ogni quindici secondi guardo fuori.
Che tempo bigio, schifoso.

Vado a cercare la foto di Laura su LinkedIn.
Non posso rischiare di non riconoscerla, quando la vedrò per la prima volta (la mia prosopagnosia, si sa, è sempre in agguato).
Arriva da sinistra: capisco che è lei solo quando siamo a un passo di distanza l’una dall’altra.
Ha i capelli castani raccolti in un cappello viola, porta una giacca imbottita, pantaloni grigi e lucidissime scarpe di foggia maschile.
Ha un bel sorriso, un'espressione riservata e cordiale.

La abbraccio con troppa foga, me ne rendo conto immediatamente.
Lei contraccambia. Che cara!

Mi porta in una pizzeria shabby chic.
Mangiamo in veranda, con tovaglioli ricamati e calici decorati.
La pizza è leggerissima, ottima. La apprezzo, anche se non ho fame.

Beh, non avrei mai pensato che sarei riuscita a rilassarmi...
Parliamo come due amiche di vecchia data.
Tiriamo fuori le foto dei rispettivi nipotini, i racconti di un'infanzia campagnola che ci accomuna, aneddoti più recenti.

Le 14 arrivano in un lampo.
Caspita, le gambe mi cedono!
Ma ormai non mi posso più tirare indietro.

Il palazzo de “La Cucina Italiana”, in ristrutturazione, è coperto da impalcature di tubi Innocenti.
La redazione è al piano rialzato, e ci si arriva passando su un tappeto come quelli che stendono gli imbianchini per non rovinare i pavimenti.
Una porta di vetro smerigliato, e siamo dentro il sancta sanctorum della testata food più importante del nostro paese.
Pareti imbiancate, arredamento essenziale, pavimenti di cemento lucidato.
Giganteschi schermi Apple, scrivanie stracolme di fogli di carta, fotografie appese agli armadietti.
Ci sono anche due immagini della torta che preparerò fra poco.

Laura mi presenta i suoi colleghi (pochi) e le sue colleghe (la maggioranza).
Sono tutti gentili, qui.
E magrissimi.  Ma come fanno a mantenere la linea???

Breve tour della redazione.
In sala riunioni ci sono le vecchie annate: cerco il numero di agosto del 1956 (il mio mese di nascita).
La solita fortuna: proprio quello non c’è.
Mi accontento di fotografare la copertina di gennaio.
Da domani, sarà sul mio profilo Facebook. 

Un'altra porta, questa volta grigia.
La varco senza respirare.

È la cucina.
Mi sembra immensa e luminosissima.
Un altro mondo.
Al centro, un'isola con il piano di marmo.
Tutto intorno, basi color legno chiaro.
Mensole e pensili sono bianchi.

Riccardo, Joelle, Cesare e Beatrice mi accolgono sorridendo.

Riccardo è il fotografo.
Capelli brizzolati e baffi.
Immaginavo di trovarmi davanti un ragazzo, invece è quasi mio coetaneo.

Joelle è la vestale della cucina.
Un'ex modella.
Con una deliziosa erre moscia e un modo di fare da principessa.

Cesare controllerà che tutto, intorno a me, sia a posto.

Beatrice metterà nel giusto risalto la mia torta.

Mi ritocco rapidamente il trucco, indosso una camicia pulita.

VIA con la "Tigrata alla mandorla"!!!
Gli ingredienti sono già sul piano di lavoro.
Procedo spedita.
Molto più di quanto sperassi.
Passaggi numero 1, 2, 3, 4...
Rompo le uova contro il bordo decorato della tazza che, mille anni fa, mi ha regalato Antonella.
La planetaria segue docilmente i miei comandi.
Il timer portato da casa mi avvisa quando è il momento dello step successivo.

Laura, al computer, annota la ricetta. Ogni tanto, mi fotografa dal suo iPhone con la  cover a pois
Joelle apprezza i miei strumenti.
Riccardo, con la sua Nikon, mi inquadra con garbo e discrezione.

Sono a mio agio, con loro.
Mi azzardo ad aprire qualche cassetto, alla ricerca di un cucchiaio e di un colino.
Propongo al fotografo alcune inquadrature dell'impasto. Oso mettermi in posa.
Prima della fine (che sfacciata!) mi permetterò addirittura di dare a Laura indicazioni sulla mia "biografia"...

Arrivano gli ultimi, temutissimi passaggi: quelli dal punto 11 in poi.
Incredibilmente, tutto fila liscio: gli impasti chiaro e scuro scendono in modo regolare, creando cerchi concentrici quasi perfetti.
Quanti sono? Joelle li conta in francese.

Anche la decorazione superficiale è bellissima: la mia mano è ferma, la linea che traccia è precisa.

In forno.
Acc...! Il bordo della griglia è rialzato: riuscirò a inserire la tortiera senza inclinarla?
SÌÌÌ!!! A questo punto, non mi resta che attendere.

Ho portato da casa una torta già fatta (come di consueto, non lascio nulla al caso).
Incominciano a fotografare quella.
Beatrice ha sovrapposto due teli, uno a quadrettini e uno verde.
Al centro, un piatto bianco con la mia "Tigrata".
L'effetto è sorprendente. Da sola, non ci sarei mai arrivata.

L'apparecchio fotografico è montato su un'enorme staffa e collegato al computer.
Pare che il tutto costi più di un'automobile.
Riccardo utilizza grandi fogli di polistirolo e un piccolo specchio da trucco per creare gli effetti di luce.
L'alveolatura interna del dolce viene ingrandita all'inverosimile: che bello, adoro "entrare" nel cibo!

Mi sposto continuamente tra il set fotografico e il computer di Laura.
Vorrei dividermi in due per poterli seguire in contemporanea.

Laura inserisce i testi nell'apposita griglia (che strano vedere il proprio nome accostato al volto del lettore precedente!).
Cita la nonna Carolina, e gliene sono grata.
In fondo all'articolo, riporta le bevande consigliatemi da Sara e dallo zio Giulio.

Il trillo del timer annuncia che anche la nuova "Tigrata" è pronta.
Joelle la taglia a fettine sottili, e poi le divide ancora in piccoli pezzi.
Mi viene da ridere, pensando alle porzioni del Paffutello...

Dalla redazione, alla spicciolata, incomincia ad arrivare gente.
Assaggiano la mia torta, e poi ne prendono ancora.
Questo dolce senza latte né burro lo può assaggiare anche una giornalista che, probabilmente intollerante al lattosio, di solito deve passare la mano.
Sul piano di lavoro, compaiono schiscette di alluminio: molti si porteranno a casa qualche fetta per la colazione.
È UNA SODDISFAZIONE INCREDIBILE!!!

Quasi non mi accorgo che sono passate le cinque.
Laura mi fa presente che ho un posto prenotato sulla Frecciabianca per Verona.

Via di corsa, in metropolitana.
Alla stazione, tutti tagliano la strada a tutti. Da brava provinciale, cedo il passo.
Binario 10, treno 9743. Sarà quello giusto? Sì, dai!, lo è.
Per aiutare una signora anziana a caricare la valigia, sbaglio carrozza.
Restituisco il posto alla legittima proprietaria.
Poco male: mi trasferisco armi e bagagli al 15A della carrozza 1.

Fatto.
Mi stravacco sul sedile.
Collego il cellulare alla presa.
Per prima cosa, invio un doveroso ringraziamento a Laura.
Poi, per tutto il tragitto, mi godo i messaggi, le telefonate e le congratulazioni delle tante persone che mi vogliono bene.



Le mie foto che compaiono nel collage - come pure i video - sono state scattate da Laura Forti; le altre sono tratte da "La Cucina Italiana", febbraio 2015.


Nel post qui sotto troverete la ricetta della TORTA TIGRATA ALLE MANDORLE...

LA TORTA TIGRATA ALLE MANDORLE CREATA DA ME PER "LA CUCINA ITALIANA": LA RICETTA


Ed ecco la ricetta (estesa) della TORTA TIGRATA ALLE MANDORLE che trovate sul numero di febbraio de La Cucina Italiana.
Nella loro cucina ho usato la planetaria, ma viene benissimo anche con il Bimby, dimezzando i tempi di impasto.

Attenzione!!! Il diametro della tortiera riportato sulla rivista va aumentato a 22-24 cm!!!

"LA TORTA TIGRATA ALLE MANDORLE DE LA CUCINA ITALIANA" 
CHE COSA SERVE? 
(Potete vedere la tecnica di stratificazione della Torta Tigrata nella puntata di " CHIACCHIERE IN CUCINA", cliccando qui)
Per l’impasto: 
- 230 g di ZUCCHERO
- 130 g di MANDORLE sgusciate e spellate
- 4 UOVA
- 120 g di OLIO di RISO
- 1 fiala AROMA di MANDORLA
- 20 ml di LIQUORE AMARETTO di SARONNO
- 40 g di FARINA 00
- 40 g di AMIDO di FRUMENTO
- 80 g di FECOLA di PATATE
- 3 g di SALE
- 1 bustina di VANILLINA 
-1 bustina di LIEVITO VANIGLIATO

Per creare le striature:
- 20 g di FARINA 
- 15 g di CACAO AMARO

A piacere: 
- ZUCCHERO a VELO per guarnire

COME FACCIO?

1. PRERISCALDO il FORNO a 180°C (ventilato).

2. CONTROLLO l’eventuale PENDENZA della base della TORTIERA e della GRIGLIA del FORNO (sembra una cosa da maniaci, ma è fondamentale!).

3. COPRO con CARTA FORNO la base di una TORTIERA APRIBILE del diametro di 22-24 cm. BLOCCO la carta forno, chiudendola tra il bordo e il fondo dello stampo. UNGO il bordo della tortiera e la carta forno con SPRAY STACCANTE (oppure li IMBURRO e li INFARINO).

4. PREPARO parte degli INGREDIENTI SECCHI: SETACCIO la FARINA 00, l’AMIDO di FRUMENTO, la FECOLA di PATATE, il SALE e la VANILLINA. Li unisco in un'unica ciotola.

5. PREPARO parte degli INGREDIENTI LIQUIDI: in una piccola caraffa, sbatto con una forchetta l'OLIO di RISO con l'AROMA di MANDORLA e il LIQUORE. 

6. METTO nel robot le MANDORLE e lo ZUCCHERO: li TRITO per 40-60 secondi, fino a ottenere una polvere molto fine.
N.B.: Conviene tritare in due o più step, staccando ogni tanto dalle pareti del boccale (con l’aiuto di una spatola rigida) la polvere di mandorle e zucchero. 

7. TRASFERISCO MANDORLE e ZUCCHERO TRITATI nella ciotola della planetaria. AGGIUNGO le UOVA: FRULLO per due minuti. 

8. UNISCO l'OLIO di RISO, l'AROMA di MANDORLA e il LIQUORE (parzialmente emulsionati): FRULLO per due minuti. 

9. AGGIUNGO la FARINA 00, l’AMIDO di FRUMENTO, la FECOLA di PATATE, il SALE e la VANILLINA precedentemente setacciati: FRULLO per due minuti.

10. UNISCO il LIEVITO setacciato: FRULLO per 20 - 30 secondi. 

11. DIVIDO l’IMPASTO in due parti uguali (il peso sarà di circa 420 gr. per ciascun impasto): mescolando bene con due diverse spatole di silicone, AGGIUNGO alla prima metà 20 gr. di FARINA 00 e alla seconda 15 gr. di CACAO AMARO (entrambi setacciati), ottenendo un impasto chiaro e uno scuro.
N.B.: Per evitare di sporcare troppi utensili, li uso prima per la farina e, successivamente, per il cacao. 

12. UTILIZZO due misurini da 125 ml. ciascuno (uno per la parte bianca e l'altro per quella scura). RIEMPIO un misurino con l’IMPASTO BIANCO e, aiutandomi con un cucchiaino, ne verso il contenuto AL CENTRO della tortiera. Poi verso UN MISURINO DI IMPASTO SCURO AL CENTRO dell’impasto bianco. ALTERNANDOLI, continuo a versare i due IMPASTI UNO AL CENTRO DELL'ALTRO, fino a formare 6 ANELLI.

13. UTILIZZO ora due misurini da 80 ml. ciascuno. Continuo a versare gli IMPASTI UNO AL CENTRO DELL'ALTRO, ALTERNANDOLI, fino a esaurimento. 

ATTENZIONE! Per evitare "sbavature" degli anelli, è fondamentale che l'esterno dei misurini rimanga più PULITO possibile.

14. CON UNA PUNTA sottile, e rimanendo molto superficiali, TRACCIO 8 LINEE a raggiera, a distanze regolari tra loro.

A seconda della direzione della punta, posso ottenere DIVERSI TIPI DI DECORAZIONE:
- se parto dal centro della torta e dirigo la punta verso il bordo, disegnerò una ragnatela;
- se parto dai bordi e la dirigo verso il centro, avrò un fiore;
- alternando le direzioni, si formerà una decorazione orientaleggiante.

 N.B.: Con un tovagliolino di carta, PULISCO perfettamente la punta tra un passaggio e l'altro.

15. INFORNO e CUOCIO per 40-45 minuti. 

16. SFORNO e FACCIO RAFFREDDARE su una griglia. 17. A PIACERE, posso spolverizzare con ZUCCHERO a VELO.


N.B.: LA SIGNORA OLGA DE LCI CONSIGLIA di SERVIRE la “Tigrata” almeno 24 ORE dopo la preparazione: è molto più buona!

SODDISFAZIONE *****
PAZIENZA ****

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giovedì 22 gennaio 2015

UN OTTIMO COMPROMESSO: LA "MIA" PEPERONATA (RICETTA BIMBY / THERMOMIX)


ODIO la peperonata. 
E' strano, no?, dato che mi piacciono moltissimo i peperoni in tutte le (altre) salse!

Il Paffutello, invece, ADORA LA PEPERONATA.
Come risolvere il problema per evitare  crisi politiche?

BIMBY!!!

Ricetta facilissima, ultraveloce e, a detta della mia dolce metà... una meraviglia (però io continuo a non mangiarla...).

"LA MIA PEPERONATA" 
(ho usato il Bimby / Thermomix, e ci vuole proprio quello...)
CHE COSA SERVE? 
(per 4 persone) 
- 30 g di OLIO extra vergine di oliva 
- 3 CIPOLLE di TROPEA medio-piccole 
- 3 PEPERONI gialli e rossi 
- 30 g di DOPPIO CONCENTRATO di POMODORO 
- SALE 


COME FACCIO?
1. PULISCO e LAVO i PEPERONI. Li TAGLIO a pezzettoni di circa 3 cm. x cm. 3 e li tengo da parte. 
2. NEL BOCCALE metto la CIPOLLA, l’OLIO, il SALE: 5 minuti, temperatura 100°, ANTIORARIO, velocità 1. 
3. AGGIUNGO i PEPERONI: 15 minuti a temperatura VAROMA, ANTIORARIO, velocità SOFT. 
4. UNISCO il CONCENTRATO di POMODORO: 15 minuti, temperatura VAROMA, ANTIORARIO, velocità SOFT. 
5. Al TERMINE della cottura, volendo, posso unire qualche foglia di BASILICO (Paffu la preferisce senza...).

SODDISFAZIONE ***
PAZIENZA *
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martedì 13 gennaio 2015

RICICLIAMO LA FRUTTA SECCA AVANZATA: LA TORTA DI MANDORLE E PISTACCHI

Passate le feste, mi trovo montagne di avanzi di frutta secca nella credenza.
Come utilizzarli?

In una situazione analoga, mi sono trovata anche qualche mese fa (le foto, e si vede, risalgono ad allora).

In quell'occasione, avevo in casa dei pistacchi piuttosto mollicci, che ho tostato prima di dell'uso, e poco zucchero semolato, che ho integrato con quello di canna che tengo per il caffè di mia cognata...
Il risultato, nonostante le premesse, era stato, a dir poco. superlativo.

E' deciso: vale la pena di ripetere l'esperimento!

"LA TORTA DI MANDORLE E PISTACCHI"
(ho usato la planetaria KitchenAid, ma vanno bene anche altri tipi di frusta o robot)

CHE COSA SERVE?

- 200 g di FARINA
- 200 g di ZUCCHERO
- 150 g di PISTACCHI
- 50  di MANDORLE
- 80 ml di LATTE (circa)
- 120 ml di OLIO DI RISO
- 2 UOVA
- 1 bustina di LIEVITO VANIGLIATO
- SALE 
- ZUCCHERO DI CANNA


COME FACCIO?

1. PRERISCALDO il FORNO a 175°C (VENTILATO). TOSTO i PISTACCHI nel forno caldo per qualche minuto, facendo attenzione a non essiccarli troppo.

2. TRITO finemente 100 gr. di PISTACCHI (o 50 gr. di PISTACCHI e 50 gr. di MANDORLE). 

3.  MONTO a NEVE ben soda i 2 ALBUMI.

4. FRULLO i TUORLI con lo ZUCCHERO.

5. AGGIUNGO l'OLIO, i PISTACCHI tritati finemente, il SALE, il LATTE (versandone poco alla volta, fino ad ottenere un composto abbastanza denso) e infine, 70 gr. di PISTACCHI interi, la FARINA e il LIEVITO setacciati

6. UNISCO gli ALBUMI montati a neve, mescolando dal basso verso l'alto.

7. VERSO l'impasto in una teglia del diametro di 24 cm. ricoperta con CARTA FORNO, DECORO con i PISTACCHI rimasti e con ZUCCHERO di CANNA.

8. CUOCIO per 35-40 minuti (uno stecchino o il cake tester inserito nella torta dovrà uscire asciutto).

9. FACCIO RAFFREDDARE la teglia su una griglia per 15 minuti, poi SFORMO la torta e la faccio raffreddare ancora sull'apposita griglietta.

N.B.: E' OTTIMA in tutte le occasioni "rustiche".

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PAZIENZA **

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giovedì 8 gennaio 2015

UNO STRAPPO ALLA REGOLA PER IL MIO NIPOTINO: I MUFFIN CON IL CUORE DI CONFETTURA

Chi mi conosce, sa quanto io ami la cucina italiana e quanto poco apprezzi quella d'oltreoceano.
Le poche ricette americane che ho provato finora devono questo onore alle richieste (più o meno pressanti) della mia "tata" Manu.

Ma oggi c'è Pietro, il nostro nipotino.
Che non ha ancora assaggiato le mie torte, ma che in futuro sarà sicuramente affascinato da muffin, cheesecake e dolci simili.

Per non farmi trovare impreparata, per il suo primo compleanno ho impastato una "PERFECTLY CHOCOLATE".
E, temendo che non bastasse, ho aggiunto un numero imprecisato di placche da forno colme di muffin assortiti.

Beh, mi sa che, con la quantità, ho un po'  esagerato: gli ospiti ne hanno portato a casa per colazione e, i dolcetti avanzati, sono serviti per la festina dei bambini del giorno successivo.

P.S.: Contro ogni mia più ferma convinzione, prevedo anche di frequentare un corso di cake design...

 "I MUFFIN CON IL CUORE DI CONFETTURA"
(ho usato il Bimby / Thermomix, ma si possono impastare anche in altri modi)

CHE COSA SERVE?
(dosi per 16-18 muffin)

- 80 g di ZUCCHERO SEMOLATO
- 1 pizzico di SALE
- 2 UOVA medie
- 250 g di LATTE + q.b.
- 60 g di OLIO di RISO
- 250 g di FARINA 00
- 1 bustina di LIEVITO VANIGLIATO
- 100 g circa di CONFETTURA di FRUTTA (io ho usato la confettura di lamponi Zuegg)

- PIROTTINI medi
- TEGLIA per MUFFIN


COME FACCIO?

1. PRERISCALDO il FORNO (ventilato) a 180°C. Dispongo nella TEGLIA i PIROTTINI per muffin.

2. FRULLO lo ZUCCHERO: 10 secondi, velocità 8. Riunisco sul fondo con una spatola di silicone.

3. UNISCO il SALE, le UOVA, il LATTE e l'OLIO di RISO. Amalgamo: 20 secondi, velocità 6.

4 AGGIUNGO la FARINA e il LIEVITO VANIGLIATO. Frullo: 30 secondi, velocità 6. Se necessario, aggiungo altro LATTE (il composto deve risultare piuttosto morbido).

5. DISTRIBUISCO l'impasto nei PIROTTINI, riempiendoli fino a poco più della metà.

6. FACCIO cadere al centro del composto un cucchiaino di CONFETTURA di FRUTTA. Attendo per qualche istante, in modo che la confettura sprofondi nel muffin.

7. CUOCIO per 30-35 minuti.

8. FACCIO RAFFREDDARE su una griglia. A piacere, posso spolverizzare i muffin con ZUCCHERO a VELO.

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venerdì 2 gennaio 2015

BUON COMPLEANNO, PIETRO! PER TE, LA NONNA HA RESO (QUASI) PERFETTA LA "PERFECTLY CHOCOLATE"

"La mia nonna mi vuole molto bene. Forse perché non ha figli" era una battuta che girava quand'ero al liceo.
Mai avrei pensato che potesse diventare realtà.
Una realtà al giorno d'oggi molto diffusa.
Con l'aumentare del numero delle famiglie allargate, infatti, sono aumentati anche i nonni di fatto.
E, spesso, signore che nella vita matrimoniale precedente non hanno avuto bimbi provano l'immensa felicità di avere un nipotino.

E' successo anche a me: la vita mi ha regalato, con Pietro, una delle gioie più belle.

Oggi Pietro ha compiuto un anno.
La sua festa non poteva riuscire meglio.
Il mio piccolo amore, conscio di essere al centro dell'attenzione, era eccitatissimo: tanta gente che gli voleva bene, un buffet pieno di cose buone, nuovi giocattoli, tutine e pigiamini incartati in sacchetti colorati.

Ho fotografato Pietro per tutto il pomeriggio, con scarsissimi risultati: troppo poca la luce, soprattutto troppo veloce lui.

Nella bagarre dei festeggiamenti, il mio adorato nipotino e io siamo anche riusciti a ritagliarci due momenti tutti nostri.
Lo so, sono stati attimi.
Ma io non li dimenticherò mai.

Buon compleanno, Pietro!
Non riesco neanche a immaginare tutte le cose meravigliose che vorrei che la vita ti regalasse.
Grazie di essere così simpatico, bello, buono.
Grazie della tenerezza che ispiri.
Grazie soprattutto per aver fatto di me una nonna. La tua.




Per la festa del mio nipotino, ho messo a punto (e convertito in peso) la ricetta della "PERFECTLY CHOCOLATE", migliorandone il sapore e rendendola più italiana.

Ecco i nuovi dosaggi:


"PERFECTLY CHOCOLATE"
(questa è la mia versione; ho usato la planetaria Kitchen Aid, ma si può fare anche con le fruste)

Per l'impasto:
- 225 g di FARINA 00
- 500 g di ZUCCHERO SEMOLATO
- 75 g di CACAO AMARO (ho usato il Van Houten*)
- 1 pizzico di SALE
- 1 bustina di VANILLINA
- 1 bustina di LIEVITO VANIGLIATO
- 3 UOVA
- 120 g di OLIO di RISO
- 250 g di LATTE scremato (circa)

Per il frosting:
- 125 g di BURRO ammorbidito
- 50 g di CACAO AMARO*
- 300 g di ZUCCHERO a VELO
- 60/70 g di LATTE scremato
- 1 bustina di VANILLINA

- 1 busta di M&M's per guarnire


Il procedimento (a parte l'acqua bollente, che ho eliminato) rimane invece invariato e lo potete trovare qui.


SODDISFAZIONE *****
PAZIENZA ***